Dallo storico latino Svetonio, apprendiamo resoconti dettagliati e agghiaccianti di alcuni orrori attribuiti all’imperatore Caligola, noto per essere stato odiato già dai contemporanei e per essere stato annoverato dai posteri come una sciagura nella storia di Roma.
Il racconto di Svetonio, pur tenendo presente quanto all’epoca fosse più frequente e tollerata la crudeltà da parte dell’autorità costituita e anche considerando il caratterizzante disprezzo dei diritti umani, concetto elaborato solo in tempi moderni, lascia sbalorditi e ferisce la coscienza civile di ognuno.
Qui di seguito riporto alcuni stralci tratti dall’opera di Svetonio:
“Dato che costava troppo caro comprare il bestiame per nutrire gli animali feroci destinati ai giochi, designò alcuni dei condannati per essere dilaniati passando in rivista differenti prigioni … si piazzò nel centro del porticato e poi dette ordine di gettare alle bestie tutti indistintamente … Obbligava i padri ad assistere all’esecuzione dei propri figli e, dato che uno di essi allegò il pretesto di essere malato, gli mandò una lettiga …
E ancora:
“Quando un cavaliere romano che veniva gettato alle bestie gridò la sua innocenza, ordinò di portarlo indietro, di tagliargli la lingua e di riportarlo al supplizio”.
E infine:
“Non ammise che venisse giustiziato qualcuno se non con piccoli colpi ripetuti e si conosceva bene il suo precetto: <Colpisci in maniera che si senta morire>”.
Credo che le parole di Svetonio siano più che eloquenti a spiegare il personaggio.

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